Bradisismo: bollettino settimanale 23/01-01/03

Commento al bollettino settimanale INGV del periodo 23 febbraio – 1 marzo. L’elemento di maggior rilievo è naturalmente l’evento sismico del 28 febbraio e con esso tutte le relative repliche che hanno fatto salire il numero dei terremoti settimanali a 70. Ma come ho già spiegato, questo aumento di terremoti è solo relativo alla sequenza del 28, non è correlabile con un aumento della velocità di sollevamento e il bollettino infatti ce lo conferma. Non solo, dagli ultimi dati settimanali validati e da quelli giornalieri da perfezionare si evidenzia una ulteriore riduzione della velocità di sollevamento.

Se osserviamo le ultime 4 settimane validate il dato intermedio scende dai 16±3mm a 14±3mm ma osservando gli ultimi due pallini neri, cioè la settimana a cavallo tra quella 2-8 e 9-15 vediamo che il sollevamento è minimo circa 2±3 mm.

Questa scarsa deformazione continua anche nel periodo successivo con le barre blu che mostrano tra la settimana 9-15 e il giorno 1 marzo un sollevamento di 2±4mm (4mm è l’errore mostrato sull’ultima barra blu), quindi con una forbice che va da -2 a +6 per circa due settimane. D’altronde senza stare a fare troppi calcoli con il calibro si vede a occhio la quasi orizzontalità dell’andamento del sollevamento (freccia rossa nell’immagine). Quindi buone notizie sotto il profilo geodetico (deformazione), vediamo che novità ci sono sotto quello geochimico. Il flusso di CO2 alla fumarola dei Pisciarelli mostra un lieve aumento rispetto alla settimana precedente in un trend di leggero aumento dall’estate 2025 dopo un picco raggiunto tra l’autunno e l’inverno del 2025. Siamo ancora sotto quel picco con 16tonnellate per metro quadrato al giorno contro i 21 registrati in quel periodo. Oscillazioni del flusso della Co2 sono comunque normali. Se si esamina lo storico dei rilevamenti vediamo che le oscillazioni rientrano in una forbice molto ampia ma non mostra almeno negli ultimi 7-8 anni un vero e proprio aumento. La temperatura della fumarola resta ferma a 96°C. Per quanto riguarda la temperatura alla Bocca Grande, il nuovo sensore installato nell’ottobre 2025 (in posizione diversa rispetto a quello storico, ancora malfunzionante?) continua a registrare una temperatura media di circa 173°C. Non è del tutto chiaro cosa intenda il bollettino quando afferma che “negli ultimi mesi mostra un trend di aumento”, dal momento che il sensore, fin dalla sua installazione, ha sempre rilevato valori intorno ai 173°C. Non disponiamo infatti di un dato precedente nello stesso punto per poter parlare di reale incremento. Va inoltre ricordato che, in un campo fumarolico molto attivo come quello della Bocca Grande, anche pochi metri di distanza possono comportare differenze di temperatura significative.

M

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