Bradisismo, bollettino periodo 8-14 giugno

Sotto il profilo sismico, la settimana include il secondo sciame registrato nell’area idrotermale, quello compreso tra i giorni 8 e 9 giugno, che da solo rappresenta la gran parte della sismicità osservata nel periodo. Sono stati rilevati complessivamente 47 terremoti con magnitudo Md≥0.0 (Mdmax=1.7±0.3), su un totale di 89 eventi catalogati. Andiamo subito alla deformazione del suolo che sembrerebbe confermare per il mese di maggio un sollevamento maggiore di aprile, stimabile in 14±3 mm. A prima vista il dato potrebbe sembrare in contrasto con la velocità media di 10±3 mm riportata nel bollettino. In realtà il confronto corretto va effettuato considerando gli intervalli di incertezza e non i soli valori centrali. Il valore di 10±3 mm corrisponde infatti a una forbice compresa tra 7 e 13 mm, mentre 14±3 mm individua un intervallo tra 11 e 17 mm. Le due stime condividono quindi una fascia di valori compresi tra 11 e 13 mm, rendendo ancora possibile la compatibilità tra i due risultati. In altre parole, pur emergendo un’indicazione di possibile maggiore deformazione nel mese di maggio, l’incertezza associata alle misure non consente ancora di affermare con sicurezza che vi sia stata una reale accelerazione del sollevamento rispetto ai valori medi precedentemente stimati. Nelle quattro settimane perfezionate comprese tra il 27 aprile e il 31 maggio, il sollevamento risulta pari a 16±3 mm, superiore rispetto alle quattro settimane precedenti.

Successivamente, le barre blu delle soluzioni giornaliere mostrano oscillazioni anche marcate nel periodo compreso tra il 31 maggio e il 14 giugno, con un valore finale che si colloca 14±8 mm al di sopra dell’ultimo dato perfezionato del 31 maggio. Naturalmente, sebbene l’attenzione cada spontaneamente sul valore centrale, è necessario considerare l’intero intervallo di incertezza. Il valore reale potrebbe infatti trovarsi ovunque all’interno della forbice compresa tra 6 mm (14-8) e 22 mm (14+8). Un’incertezza così ampia rende poco significative le interpretazioni basate sul solo dato giornaliero e non consente di stabilire se nelle prime due settimane di giugno vi sia stata un’accelerazione, un rallentamento o una sostanziale continuità del processo di sollevamento. Sarà quindi necessario attendere il consolidamento delle prossime misure.

Sotto il profilo geochimico non si rilevano variazioni sostanziali. Il flusso di CO₂ si mantiene intorno a 14 kg per metro quadrato al giorno, mentre la temperatura misurata alla Bocca Grande della Solfatara tramite il nuovo sensore resta stabile attorno ai 173 °C. Per il momento direi che non ci sono elementi per pensare ad un cambiamento del trend iniziato con l’anno nuovo.

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