Il nuovo bollettino dell’Osservatorio Vesuviano, relativo alla settimana 31 agosto–6 settembre, conferma innanzitutto quello che abbiamo osservato giorno dopo giorno: la sismicità si è mantenuta su livelli molto bassi, con appena 18 terremoti registrati nell’intera settimana, 13 dei quali localizzati con Md≥0.0.
Un dato che diventa interessante se messo in relazione con le nuove soluzioni relative alla deformazione del suolo. Nel bollettino continua a essere riportata una velocità di sollevamento di 10±3 mm/mese, ma attenzione al significato di questo numero: INGV scrive chiaramente che si tratta della velocità media calcolata dagli inizi di febbraio 2026. Non sta quindi dicendo che oggi il suolo stia salendo a 10 mm al mese e non fornisce una stima specifica della velocità relativa alle ultime settimane.
Per capire meglio cosa è accaduto nel periodo più recente abbiamo elaborato i dati pubblicati da INGV considerando sia la serie corretta per l’abbassamento cosismico del 31 luglio sia quella nella quale il gradino prodotto dal terremoto viene mantenuto. Eliminando l’abbassamento cosismico, nelle quattro settimane perfezionate comprese tra il 20 luglio e il 23 agosto risulta un sollevamento complessivo di circa 12±3 mm.
Se invece manteniamo nella serie l’abbassamento prodotto dal terremoto del 31 luglio, nello stesso identico intervallo il bilancio complessivo è di circa 0±3 mm.
Sono due modi diversi di osservare lo stesso periodo: il primo permette di seguire il processo deformativo eliminando l’effetto istantaneo del terremoto, il secondo ci mostra invece la variazione effettivamente registrata dalla stazione RITE. Questo naturalmente non significa che per un mese il terreno sia rimasto fermo, durante quelle quattro settimane il suolo si è deformato e c’è stato anche l’abbassamento cosismico.
Significa però che, considerando entrambi i fenomeni, tra il 20 luglio e il 23 agosto non emerge una variazione verticale netta apprezzabile della quota del suolo. Inoltre l’abbassamento prodotto dal terremoto del 31 luglio non risulta ancora completamente recuperato.
Arriviamo quindi alle ultime due settimane, che sono quelle che ci interessano maggiormente per capire cosa stia accadendo adesso. Le soluzioni giornaliere sono ancora caratterizzate da un’incertezza dell’ordine di ±8 mm e quindi non consentono di quantificare con precisione variazioni di pochi millimetri. Tuttavia, osservando complessivamente la parte terminale della serie, non emerge una deformazione apprezzabile. Questo non significa che possiamo affermare che il sollevamento si sia fermato, ma è ragionevole ipotizzare che in queste ultime due settimane sia stato molto modesto. Ed è qui che diventa interessante tornare alla sismicità. Da diversi giorni ipotizziamo che la sua forte riduzione possa essere legata proprio a una fase di deformazione molto modesta. Se il suolo si deforma meno, anche lo stress sulle rocce aumenta più lentamente e diminuisce la possibilità che vengano superate le soglie di rottura. Non possiamo dimostrare che sia questa la causa della scarsa sismicità, ma i due segnali sono certamente coerenti tra loro.
Sul fronte geochimico non ci sono invece particolari novità nell’ultima settimana. Il flusso di CO2 alla fumarola di Pisciarelli resta intorno agli 11kg per metro quadrato al giorno mentre la temperatura della fumarola BG si mantiene intorno ai 173 °C.
Riassumendo, il bollettino non ci dice che il sollevamento si sia fermato, ma è altrettanto importante sottolineare che non dice neppure che oggi il suolo stia continuando a sollevarsi alla velocità di 10±3 mm/mese: quella è una media calcolata da febbraio. Quello che possiamo dire sulla base dei dati più recenti è che nelle ultime due settimane non emerge una deformazione apprezzabile e che questa indicazione è coerente con la scarsissima sismicità osservata nello stesso periodo. Naturalmente dovremo aspettare il perfezionamento delle prossime soluzioni per capire meglio l’entità di questo rallentamento.

