La giornata che sta per concludersi ha visto pochi eventi rilevati dal sistema automatico e un solo terremoto rivisto. Questa scarsa sismicità potrebbe confermare un arresto, o quantomeno un ridimensionamento, della fase di lieve maggiore spinta che sembra aver caratterizzato gli ultimi 2-3 giorni. Venendo al bollettino settimanale, la settimana 15-21 giugno è stata contraddistinta da una micro sismicità più vivace, con 75 eventi catalogati e una magnitudo massima di Md 1.4±0.3. La sismicità ha interessato diversi volumi sismogenetici, coinvolgendo non solo l’area idrotermale ma anche i settori del Golfo, di Cigliano e di Agnano. Questo incremento del numero di terremoti potrebbe essere stato associato a una temporanea maggiore spinta della deformazione, il cui valore tuttavia non è ancora definibile con precisione. Più affidabile è invece il dato relativo alla deformazione fino alla settimana 1-7 giugno: nelle quattro settimane comprese tra il 4-10 maggio e il 1-7 giugno il sollevamento stimato è stato pari a 10±3 mm, in diminuzione rispetto alle quattro settimane precedenti a causa di una possibile lieve fase di deflazione verificatasi tra la settimana 25-31 maggio e quella 1-7 giugno. Questo possibile abbassamento del suolo, valutabile in circa -2±3 mm (forbice tra -5 e +1), conferma quanto ipotizzato a fine maggio, quando avevamo evidenziato un rallentamento della deformazione rispetto ai primi venti giorni del mese, periodo che aveva invece mostrato segnali compatibili con una velocità di sollevamento leggermente maggiore. Per quanto riguarda le soluzioni giornaliere GNSS, il margine di errore resta troppo elevato per consentire interpretazioni attendibili: tra il 7 e il 21 giugno il grafico mostra infatti un sollevamento di 5±12 mm, una forbice compresa tra -7 e +17 mm che rende impossibile qualsiasi valutazione quantitativa. Sul fronte geochimico, il flusso di CO₂ ai Pisciarelli mostra una lieve diminuzione attestandosi intorno a 13 kg per metro quadrato al giorno, mentre la temperatura rilevata alla Bocca Grande della Solfatara dal nuovo sensore non evidenzia variazioni significative, mantenendosi stabile attorno ai 173°C. Per il momento non emergono altri elementi degni di nota.
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