Una giornata di mobilitazione totale che promette di paralizzare il quartiere flegreo e di portare la protesta fin sotto i palazzi del potere. Per domani, martedì 3 marzo 2026, il sindacato SiCobas ha indetto uno sciopero regionale che convergerà su Bagnoli, in concomitanza con un Consiglio Comunale monotematico cruciale per il futuro dell’area ex Italsider.
Al centro della contesa, il destino della “Colmata” e la visione di una città che, secondo i comitati territoriali e la rete Villa Medusa, sarebbe stata “svenduta” agli interessi del governo nazionale e dei grandi eventi privati.
Le ragioni della piazza: “Salute e democrazia tradite”
Il manifesto della mobilitazione, diffuso capillarmente nelle ultime ore, punta il dito contro quello che viene definito il “tradimento del Piano di Risanamento”. I manifestanti denunciano quattro criticità fondamentali:
• Il nodo Colmata: La rinuncia alla rimozione totale della colmata a mare — pilastro storico delle rivendicazioni territoriali — a favore di una “messa in sicurezza” funzionale, dicono, alle infrastrutture per l’America’s Cup.
• Rischi Ambientali: La movimentazione di materiali contaminati starebbe avvenendo, secondo i comitati, senza adeguate garanzie per la salute pubblica, citando recenti sforamenti di polveri sottili (PM10) rilevati da centraline indipendenti.
• Dissesto Stradale: Il transito continuo di mezzi pesanti ha esacerbato le fragilità di una zona già classificata come rossa per rischi sismici e vulcanici, aprendo voragini nel manto stradale.
• Esclusione Democratica: La gestione commissariale è percepita come un muro che impedisce la reale partecipazione dei cittadini alle scelte urbanistiche.
La linea del Sindaco-Commissario: “Realismo e trasparenza”
Di fronte al crescendo della tensione, il sindaco e commissario straordinario Gaetano Manfredi ha mantenuto una linea di fermezza basata sul “pragmatismo tecnico”. Nelle sue ultime dichiarazioni difensive, Manfredi ha respinto le accuse di opacità, rivendicando la massima collaborazione con la magistratura e la trasparenza dei dati Arpac.
“Spostare due milioni di metri cubi di materiali (della colmata) non era e non è realistico,” ha dichiarato il Sindaco, sottolineando come la scelta della “sigillatura” sia l’unica via percorribile per completare i lavori entro l’estate del 2026.
In merito all’allarme inquinamento, Manfredi ha rassicurato la cittadinanza affermando che i monitoraggi ufficiali sono “ampiamente sottosoglia” e che le preoccupazioni per l’aria di Bagnoli dovrebbero essere paragonate ai problemi strutturali di altre aree urbane, come Piazza Garibaldi.
Il confronto in aula
Mentre il presidio si radunerà dalle 13:30 in Viale Campi Flegrei, l’attenzione si sposterà alle 15:00 presso la sede della X Municipalità in via Acate. Qui, il Consiglio Comunale ascolterà la relazione del Sindaco sulla rigenerazione dell’area. Sarà un momento di verità: da un lato la “Napoli che ci spetta” sognata dai residenti (spiaggia pubblica, bosco urbano e servizi sociali), dall’altro il cronoprogramma di un’amministrazione che corre per consegnare un’area pronta per la ribalta internazionale.
