All’ISIS di Quarto “Spalla a spalla” contro il bullismo

di Ennio S. Varchetta

Si è svolto il 26 e 27 febbraio uu.ss. presso l’ISIS Rita Levi Montalcini di Quarto la due giorni di Spalla a Spalla, un singolare percorso con l’obiettivo di educare, sensibilizzare, prevenire e contrastare ogni tipo di fenomeno legato al bullismo, anche online.

Il numero delle ragazze e dei ragazzi vittime è in costante crescita. Complici i social media, sempre più veicolo di commenti negativi ai danni di giovani e giovanissimi, il fenomeno appare tutt’altro che in flessione. A fare da controcanto a questa deriva si contano molte iniziative di sensibilizzazione.
Uno di questi è sicuramente Spalla a spalla, progetto di portata nazionale che vede protagonisti ragazzi, ragazze e i loro adulti di riferimento con l’obiettivo di sensibilizzare e educare sul delicato tema.

A cura delle docenti Rachele Baiano e Debora D’Alessandro della Commissione Legalità-Violenza di genere-Bullismo e con i relatori Giusy Laganà segretaria generale di Fare x bene ETS, Giovanna Tucci curatore speciale del minore – Tribunale per i minorenni di Milano e membro di Fare x bene ETS, Andrea Scirpa esperta digital Università Statale di Milano – comitato scientifico Fare x bene ETS, ha visto la partecipazione di diverse classi dell’istituto flegreo.

Quando si parla di offese sui social, tra episodi di exclusion (ad esempio, da gruppi WhatsApp), prese in giro e linguaggio offensivo: il 37% circa le ha subite almeno una volta, principalmente per via dell’aspetto fisico (86%) e dell’orientamento sessuale (65%). Dopo aver subito offese, però, quasi 1 su 4 non fa nulla perché o si è abituato o perché convinto che la situazione non cambierebbe (dato che, afferma, gli adulti spesso sminuiscono l’accaduto e non intervengono), il 9% risponde offendendo a sua volta e meno del 3% denuncia e/o si rivolge ad un adulto.

A complicare il quadro, infatti, è proprio la mancanza di dialogo. Un disagio fisico, ma anche psicologico e relazionale, quindi ed anche alquanto diffuso, di cui molti iniziano a soffrirne già prima dei 13 anni, e capace di alimentare un senso di malessere e inadeguatezza e di innescare meccanismi di insicurezza tali per cui i ragazzi entrano in un tunnel di isolamento evitando contesti di aggregazione sociale. Chi è molto sensibile ha il doppio delle probabilità di essere bullizzato, con ripercussioni che possono segnare per anni: il 54% degli adulti che l”ha vissuto in età adolescenziale dichiara infatti che il comportamento dei loro coetanei ha avuto un impatto sulla loro vita da adulti in termini di bassa autostima e problemi di ansia e depressione.

Come dice il nome stesso del progetto, infatti, la chiave per uscire dalla spirale del bullismo è non rimanere soli e farsi aiutare, perché solo insieme e dunque “spalla a spalla” è possibile uscirne, grazie a chi ci vuole bene e ha le competenze per capire le nostre difficoltà e paure.
Il progetto Spalla a Spalla una volta raggiunti tutti gli istituti scolastici programmati, raccogliendo le esperienze di migliaia di giovani ragazze e ragazzi, punterà a costruire un vero e proprio osservatorio sul fenomeno del bullismo in Italia.

Nel corso dello studio e degli approfondimenti è emerso che non c’è differenza di genere, a compiere gli atti di bullismo sono sia i ragazzi che le ragazze, ma queste ultime, come ha sottolineato la professoressa Rachele Baiano, referente del progetto, spesso si caratterizzano per maggiore violenza ed audacia rispetto ai colleghi maschi. Tuttavia ci sarebbe una differenziazione di genere tra le vittime.
Scuola, Istituzioni locali, forze dell’Ordine ed associazionismo sono sempre insieme per parlare ai ragazzi e sensibilizzarli rispetto ad una problematica che in Italia, secondo gli ultimi dati, è in forte crescita. L’Italia, infatti, è uno dei Paesi con il maggior numero di casi di bullismo al mondo. Negli anni 2022 e 2023 si sono registrati un totale di oltre 20mila episodi denunciati, ma potrebbe esserci anche un sommerso che stenta a venire a galla.

Bullismo e Cyberbullismo, è necessario comprenderli per combatterli hanno sottolineato gli organizzatori, ringraziando
la dirigente scolastica dell’istituto Giuseppina Nugnes, il Team Legalità- Bullismo-violenza di genere della scuola, i docenti e tutto il personale per il lavoro sinergico e per aver coinvolto, ancora una volta, i ragazzi in un dibattito davvero interessante e proficuo.
È necessario parlare con i giovani, incoraggiarli a condividere le emozioni e soprattutto occorre non lasciarli mai soli. Ed è quello che sta facendo da anni l’ISIS Montalcini.

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