Adolescenti: poca attenzione all’educazione alla salute

L’adolescenza è una fase particolare e delicata della vita. Sono tanti i cambiamenti che avvengono spesso con non poche conseguenze.La loro attenzione alla salute non è sempre virtuosa, tutt’altro. I ragazzi italiani hanno sì un’alta percezione della qualità di vita, ma le abitudini non sono così spesso corrette. Troppo alcol e gioco d’azzardo, pochissima attività fisica.

Si considerano perlopiù in buona salute e nella maggior parte dei casi lo è. Ma sono spesso avvezzi a comportamenti rischiosi: dalla sedentarietà a uno scarso consumo di frutta e verdura, dall’abitudine al fumo a un uso smodato di bevande alcoliche. Gli adolescenti si confermano un target di estremo interesse, per chi ha a cuore l’educazione alla salute. Per due ragioni. La prima è che nella fase compresa tra i 14 e i 18 anni, nel momento in cui ci si affranca dai genitori, spesso i ragazzi non incontrano alcun medico. La seconda è che i comportamenti che si assumono in questo periodo non di rado rimangono una costante per il resto della vita. Da qui l’importanza degli esempi e delle informazioni che vengono fornite ai ragazzi, a partire dalla scuola.

Consideriamo poi il loro utilizzo delle nuove tecnologie, social media in testa.
Troppo il tempo a questi dedicati. Meno la TV. Vanno pertanto letti con attenzione i dati diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità al termine di un’indagine – oltre 58mila gli adolescenti monitorati nelle scuole di tutta Italia, con la collaborazione di diversi atenei – mirata a valutare i comportamenti collegati alla salute adottati dai ragazzi in età scolare. Una «radiografia» con poche luci e diverse ombre, che invita a prestare maggiore attenzione alla salute degli adolescenti. Le ragioni di queste affermazioni si possono dedurre analizzando alcuni dei dati raccolti. A preoccupare è la diffusione delle bevande alcoliche, se nel 2023 il 40 per cento circa dei quindicenni ha fatto ricorso al binge drinking. Birra e soprattutto superalcolici oggi attirano l’attenzione più delle sigarette e anche degli «spinelli». Preoccupa anche l’attitudine al gioco d’azzardo (già testato da 4 ragazzi su 10).
Ciò che è ancor più grave è il fatto che sono stati riscontrati anche tra gli adolescenti comportamenti patologici. Molteplici ricerche hanno fatto emergere che la percentuale di giovani che gioca d’azzardo in modo patologico è rilevante e, addirittura, maggiore dei giocatori patologici adulti.

Per quanto riguarda la spiegazione di tale fenomeno, è stato evidenziato che il comportamento problematico di gioco d’azzardo giovanile risulta essere associato ad un’ampia gamma di fattori che si riferiscono sia alla sfera personale degli adolescenti (fattori individuali) sia a quella ambientale a loro circostante. Tra i fattori individuali, oltre al genere, per cui i maschi sono più problematici delle femmine, è stato evidenziato che gli adolescenti che esibiscono un comportamento patologico di gioco manifestano livelli più elevati degli altri di sensation seeking (cioè un tratto della personalità caratterizzato dalla ricerca di sensazioni ed esperienze costantemente nuove, varie, complesse e intense accompagnata dalla volontà di correre rischi fisici, sociali, legali e finanziari in nome di tali esperienze) e di impulsività, ovvero tendono in misura maggiore a ricercare esperienze forti e si caratterizzano per un più scarso livello di autocontrollo. Inoltre, i giovani giocatori patologici presentano un quadro di forte difficoltà, ovvero tendono ad esibire anche altri comportamenti a rischio e adottano più frequentemente stili di coping disfunzionali
(Il coping disfunzionale si manifesta quando le strategie adottate, sebbene mirino a fronteggiare lo stress, finiscono per rivelarsi inadeguate, talvolta persino aggravando la situazione o complicando ulteriormente l’adattamento).

Infine la prima colazione: dieta e attività fisica.
Nemmeno a tavola, nonostante i numerosi richiami alla dieta mediterranea, gli adolescenti italiani sembrano cavarsela meglio. Dal 20 al 30 per cento di loro, infatti, non consuma la prima colazione nei giorni di scuola. E soltanto un terzo ha l’abitudine di mangiare frutta e verdura almeno una volta al giorno. Per non parlare dell’attività fisica quotidiana, una costante per meno di un adolescente su 10: a conferma di quanto sia diffusa la tendenza ad abbandonare lo sport a cavallo tra le scuole medie e superiori. Sulla base di quanto osservato, non ci si può stupire dunque se il trend di sovrappeso (16.6 per cento) e obesità (3.2 per cento) tra gli adolescenti non accenni a calare. Confermata la percentuale crescente dal Nord al Sud del Paese, con i ragazzi generalmente più interessati dal problema.

Ma perché i ragazzi ingrassano? Durante gli attacchi di fame emotiva i ragazzi hanno spesso voglia di dolci, cioccolata e carboidrati in generale, oppure potrebbe trattarsi di incapacità di gestire la noia o anche lo stress della scuola.

Ennio Silvano Varchetta
Ennio Silvano Varchetta

Ennio Silvano Varchetta

Docente – Giornalista pubblicista
scrive di scuola, attualità, cultura.
Collabora con periodici e quotidiani.
È presidente di un’ associazione culturale, L’ElzeViro e membro della Stampa Campana – Giornalisti Flegrei.
Con istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado promuove convegni e incontri su Educazione alla Legalità, Storia, Letteratura, Politica, Sociale.
È docente di Sostegno – area umanistica con una specializzazione polivalente in strategie di inclusione nelle scuole Secondarie di secondo grado.
Si è occupato per diversi anni di dispersione scolastica e minori a rischio in aree difficili della città di Napoli.
Ha ricoperto svariati incarichi nelle scuole e negli istituti statali.
Promotore di iniziative ed azioni progettuali come tavole rotonde, convegni di studio, concorsi letterari, presentazioni editoriali.
È iscritto all’Associazione Nazionale Carabinieri.

LEGGI ANCHE:

Pozzuoli, sold out per il concerto del gruppo Music and Sound

Ultimi articoli pubblicati

Articoli Correlati